by Assiya Daribekova
L’industria della moda italiana è da sempre emblema di creatività e innovazione. Tuttavia, nel 2024 si trova ad affrontare sfide complesse, con un ritardo stimato di otto anni rispetto agli obiettivi di sostenibilità, secondo il Just Fashion Transition 2024. Il Venice Sustainable Fashion Forum, inaugurato a Venezia, rappresenta il principale evento per il confronto sul futuro sostenibile della moda, un’occasione unica per costruire una visione collaborativa e incisiva per l’intera filiera produttiva.
Come sottolineato da Sergio Tamborini, Presidente di Sistema Moda Italia, i momenti di crisi rappresentano “terreno fertile per implementare nuovi assetti di rilancio”. Oltre a guardare alle cause strutturali della crisi – dall’eccesso di consumo globale alla fragilità delle supply chain – il forum ha evidenziato l’urgenza di un approccio rigenerativo, capace di rivedere i modelli di produzione e consumo, senza sacrificare la competitività.
Secondo Carlo Cici, Partner di TEHA Group, sono necessari investimenti aggiuntivi per 24,7 miliardi di euro entro il 2030 per ridurre l’impatto ambientale e raggiungere i target di Fit for 55. Il mancato raggiungimento rischia di tradursi in perdite economiche significative. La decarbonizzazione e la sostenibilità, quindi, non sono più una scelta, ma una necessità per garantire la sopravvivenza del settore.
Lo studio di quest’anno ha delineato cinque raccomandazioni strategiche per accelerare la transizione sostenibile:
Con il tema “Leading Re-Generation,” il forum ha lanciato un messaggio forte: la sostenibilità deve diventare parte integrante della strategia aziendale. Walter Bertin, vicepresidente di Confindustria Veneto Est, ha sottolineato come la sostenibilità non sia più opzionale, ma “una via obbligata per la crescita”. Per questo, è necessario un quadro normativo meno complesso e tempi di attuazione realistici per supportare l’adeguamento delle imprese.
Come spiegato nel report, le grandi aziende e le PMI devono collaborare per affrontare il processo di transizione in modo sistematico, creando alleanze e supportando i propri fornitori con strumenti adeguati. Solo così sarà possibile rafforzare l'intera catena di valore.
In questo contesto, il Venice Sustainable Fashion Forum si propone come punto di riferimento per un’industria della moda capace di rigenerarsi e di affermarsi come leader globale nella sostenibilità. La strada è impegnativa, ma attraverso innovazione e collaborazione tra stakeholder, l’industria può affrontare questa sfida con resilienza e determinazione. Il futuro del Made in Italy è verde, e il momento di agire è adesso.
Per superare queste sfide, una strategia efficace per le PMI italiane è l’adozione di manager temporanei specializzati in sostenibilità. Questi professionisti, con esperienza consolidata in progetti green, possono supportare le aziende nell’implementazione di soluzioni sostenibili senza compromettere la flessibilità finanziaria. I temporary manager sono in grado di fornire competenze specifiche, aiutando le PMI a ottenere finanziamenti e ridurre i costi energetici, mantenendo così competitività sul mercato.
L’adozione di manager temporanei porta vantaggi significativi alle PMI in termini di:
Il Venice Sustainable Fashion Forum 2024 ha dimostrato che il temporary management può colmare il divario di competenze ESG nel settore moda, aiutando le PMI a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità senza compromettere la loro stabilità economica. Adottando un approccio rigenerativo e sfruttando risorse esterne, l’industria della moda italiana può affrontare la transizione green con successo, mantenendo intatto il valore e l’innovazione del Made in Italy.
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