1H 2025: La Moda e il Lusso al Banco di Prova
Un’analisi strategica a cura di MyFashionManager.com
Premessa
Già nel 2H 2023, molti marchi hanno subito un calo dei ricavi a causa dell’incertezza economica e geopolitica e dell’aumento dei prezzi post pandemia.
Il 2024, atteso come anno di ripartenza, si è rivelato un anno di forte e prolungata crisi per la somma di diversi fattori.

Per la prima volta dal periodo pandemico, colossi quali LVMH e Kering hanno mostrato contrazioni rilevanti dei ricavi, con il secondo particolarmente impattato dalla performance estremamente negativa di Gucci.
Gruppo Prada, Hermes e Cucinelli gli unici in grado di continuare a crescere a doppia cifra, complici l’heritage ed il posizionamento coerente nel corso del tempo.
Il 2025 ha portato nuove turbolenze: instabilità geopolitica, politiche protezionistiche, inflazione persistente e un consumatore sempre più selettivo e polarizzato.
In questo scenario, brand e professionisti sono chiamati a ripensare strutture, strategie e competenze. Di seguito una disamina approfondita dei trend emersi nel 1H 2025.
1. Performance di Mercato: Crescita solo per Pochi

Il primo semestre ha confermato una dinamica già evidente nel 2024: la crescita è rimasta appannaggio di pochi marchi. Solo Miu Miu, Brunello Cucinelli, Hermès, Bottega Veneta, Moncler e Prada hanno mantenuto risultati positivi o stabili, grazie a una forte identità di brand in linea con la tendenza del “quiet luxury”. LVMH ha registrato un nuovo rallentamento, mostrando minore resilienza rispetto al difficile contesto di mercato. Gucci e Versace emergono come “worst performer” e si trovano a ripensare le proprie strategie di posizionamento in seguito ai recenti cambiamenti (Direzione Creativa per l’uno e Proprietà per l’altro).
Motivazioni principali: polarizzazione del potere d’acquisto, ritorno a logiche di heritage e artigianalità, crescita del “quiet luxury” rispetto al logo-driven.
Conseguenze:
2. Dazi, Sanzioni e Nuove Barriere: Ritorno al Regionalismo
Le nuove politiche tariffarie introdotte tra Stati Uniti, Europa e Cina (dazi incrementali fino al 35% su abbigliamento e calzature) stanno riscrivendo la mappa delle supply chain.
Impatti diretti:
Case Study:
Un brand premium francese ha spostato il 40% della produzione da Shenzhen a Casablanca in 6 mesi, abbattendo i tempi doganali e proteggendosi da possibili escalation sui dazi USA.
3. Il Nuovo Consumatore: Più Esigente, Meno Impulsivo
È in corso una polarizzazione della disponibilità di spesa, con le fasce alte di reddito che hanno visto un incremento della propria disponibilità economica e quelle più basse una diminuzione
La base dei consumatori dei beni di lusso si è ristretta (si stima di c. 50M di individui) anche a causa di aumenti di prezzo non sempre “giustificabili” e alla tendenza a preferire il consumo di esperienze vs beni
I consumatori Affluent hanno parzialmente reindirizzato gli acquisti verso fasce prezzo più basse, creando un’opportunità per i brand high premium
Trend chiave:
Cosa significa:
La Client Experience torna centrale, sia online che in boutique.
Profili richiesti: Client Experience Specialist, Retail Trainer, Brand Strategist, CRM Specialist
4. Il Digitale Post-Hype: E-commerce, Sì, ma Strategico
Il digitale non è più un “quick fix” ma un asset strategico da ottimizzare. Dopo una corsa all’e-commerce post-pandemia, il Q2 ha mostrato la maturazione di questo canale.
Key insights:
Profili richiesti: Digital Planner, Data Analyst, eCommerce Merchandiser con focus cross-border.
5. Il Ritorno della Finanza Operativa: Margini sotto Pressione
L’1H ha visto l’erosione dei margini EBITDA in quasi tutti i cluster, a causa di:
I CFO reagiscono con:
Profili richiesti: Financial Controller, Pricing Analyst, Margin Optimization Expert, Treasury Manager.
6. Talent Shift: Le Competenze Più Ricercate nel 1H 2025
L’instabilità del mercato sta ridisegnando la domanda di lavoro. I ruoli più richiesti nel 2025 includono:
Nota importante: la domanda cresce per figure ibride, capaci di unire visione strategica e capacità operativa – professionisti formati in contesti internazionali, flessibili e pronti al cambiamento.
Conclusione: 2025 è un Anno di Ridefinizione
Il primo semestre ha messo in evidenza una verità: il lusso non è immune ai grandi shock globali. Il settore rimane resiliente ma deve evolversi rapidamente. I brand che sapranno trasformare l’incertezza in adattabilità, e investire in talento e strategia, consolideranno la leadership nei prossimi trimestri.
MyFashionManager.com continuerà a monitorare le evoluzioni del mercato e offrire insight concreti per aziende e professionisti.
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